Nota
Nicola Durante “ fu Pubblico Accusatore in notissimi processi, tra i quali quello della Banca Romana, nel quale si voleva travolgere, dal nascente sovversivismo, l'austera figura di Giovanni Giolitti che rimane pur sempre uno dei più insigni uomini di Stato. Fu apprezzata l'austerità, la serenità di lui che, nel pronunziare la mirabile requisitoria dalla stringente dialettica e le salde posizioni giuridiche, assumeva l'atteggiamento di un giurista romano. Rimangono di lui monografie di diritto e le requisitorie pronunziate nei più grandi processi. Quando, per la dura legge del tempo, fu collocato in pensione si ritrasse nel paese natio , S. Chrico Raparo, culla di eletti ingegni ed insigni Magistrati, ed uomini di vasta cultura accademica, tra questi il giovanissimo Magaldi, libero docente in paleologia e archeologia all'Università di Napoli, Giuseppe Paladino, professore di Storia Antica all'Università di Catania e De Sarlo, Professore di filosofia all'Università di Firenze, tra quelli i Presidenti di Corte di Appello Natale e Cortesani…..La sua bella figura si stagliava, maestosa, al suo posto al banco estremo degli emicicli della sala di udienza e la toga dai lacci d'oro gli conferiva il prestigio dell'alta funzione giudiziaria….Anche fisicamente era una figura che imponeva rispetto e nello stesso tempo lanciava dal mite sguardo luminoso raggi di fascini ed attrazione. Era alto e diritto come il fusto di un pino ed aveva una presenza fisica pari a quella morale; insomma, era quello che si dice un bell'uomo, anche per le fattezze e la giocondità del volto. Moralmente era una figura socratica e come Socrate visse gli ultimi anni in silenzio, nel raccoglimento della vita interiore e con la serenità di Socrate si spense ”.