ANTIQUA/Postazione 23

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La piazza virtuale del Novecento sanchirichese guarda in direzione dell'intero paese, allargando il proprio orizzonte verso il Raparo e la Valle del Racanello, simbolicamente irta a dominio di tutti gli spazi circostanti.

L'abbiamo immaginata, a chiusura del percorso storico proposto, come metafora del “pensiero forte” che contribuisce a fare della storia non un riferimento nostalgico ma una concreta propulsione per la produzione di nuove idealità e stimoli di crescita.

Ci hanno aiutato in questo gli uomini-simbolo della cultura novecentesca. Cosicché, ci siamo imbattuti con il “filosofo” Francesco De Sarlo e lo “storico” Giuseppe Paladino, intenti a discutere delle più elevate forme del pensiero, esplicato nella sua genesi storica.

Su un angolo alto della piazza, Vito Castronuovo declama a viva voce il suo inno alla patria amata, ringraziandola dell'aria che in essa è possibile respirare.

E, mentre il silenzio della notte si appresta a calare sull'intero borgo, gli amanti Giuseppe Natale e Matilde Serao con occhi lucidi e innamorati, guardano oltre l'orizzonte che si staglia verso le “Matine”, cercando i contorni della “grotta verde” inneggiata in un solo respiro.

Ma questi uomini non sono soli: con magico contorno di aria tersa, il popolo respira e ansima le preoccupazioni quotidiane; i bambini gioiosamente rumoreggiano nei giochi; donnine e uomini anonimi si muovono sul profilo della piazza del “pensiero libero”.

Note

Francesco De Sarlo (San Chirico Raparo, 1854 – Firenze, 1937), fu titolare della cattedra di Filosofia teoretica presso l'Università di Firenze. Fondò la rivista “Cultura filosofica”, contribuendo alla diffusione in Italia, nei primi decenni del secolo, delle nuove dottrine psicologiche. Nel 1903 fondò un gabinetto di psicologia sperimentale: il primo nella storia della psicologia italiana. Sperimentalista, asserì l'indissociabilità delle psicologia dalla filosofia, perorando un sistema psicologico spiritualistico. Furono suoi allievi A. Aliotta, E. Bonaventura ed E. P. La manna.

Giuseppe Paladino (Matera, 1886 – Catania, 1937). Nato a Matera da famiglia sanchirichese, conseguì la libera docenza in Storia Moderna nel 1921. Tenne la cattedra di Storia Medioevale e Moderna all'Università di Catania dal 1924 alla data di morte. Della sua bibliografia corposa, rammentiamo l'opera principale “Il 15 maggio del 1848 in Napoli”, ritenuta ancora opera fondamentale e definitiva. Sua è la voce “Ferdinando II” sull'Enciclopedia Italiana Treccani.