I Racconti del Fauno - “Riciè Tatta Granne”.

Racconti del faunoVi presento la categoria del sito che ho voluto chiamare “I Racconti del Fauno”, con un sottotitolo molto simpatico: “Riciè Tatta Granne”. Qui potrete trovare, per i vostri momenti di relax, dei racconti illustrati, detti locali, filastrocche e scioglilingua in dialetto sanchirichese e di sicuro anche qualche pezzo di storia locale o lucana che vi è estraneo o poco noto.
L’idea della denominazione “I Racconti del Fauno” nasce dalla scoperta e dall’adozione del mito pontaniano di “Capripede e Ripenia”, legato alla Fonte Trigella, di cui negli ultimi anni si è molto discusso e intorno al quale è nato un vero e proprio spettacolo. Pertanto ho voluto dare una voce a questo antico fauno che ha assistito ai mutamenti della nostra terra e che in silenzio si è fatto scoprire oggi nella sua qualità di custode della fantasia e della magia della natura.

Buona lettura… Pro loco sanchirichese.

U IUOCO R’U GALLO

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Uno degli autori della storia della nostra civiltà oggi ci ispira a parlarvi del famosissimo Gioco del Gallo. Da spettatore quale sicuramente era, racconta che il gallo sotterrato, con la cresta tumefatta e gli occhi fuori dalle orbite, rigirava il collo come un serpente, come se avesse voluto ingoiare un boccone rimasto bloccato in mezzo alla trachea o come se volesse farsi una cantata senza voce.

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Tira cchiu' ...

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Tira cchiù2TIRA CCHIU' NU PILO RI FEMMINA ü PIETT CA NU PARICCHIO RI VUOI ü PINNINO
(tira più un pelo di donna in salita che due buoi insieme in discesa)

La Fuga della Ninfa

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LaFugadella Ninfa.[…] Capripede, non rassegnato dalle ninfee parole, recalcitra e si agita con occhi arrossati mentre tenta inutilmente di acciuffarne i capelli […]

    Cari lettori, nulla di nuovo di quanto già conosciamo ci racconta questo passo del mito pontaniano: si narra della ninfa Ripenia che rifiuta gli sguardi d’amore del satiro, il quale, correndole dietro, distrugge tutto ciò che incontra sui suoi passi. Capripede desidera a tal punto le grazie della ninfa da maledire le acque della fonte (dove lei si specchia ai primi raggi dell’aurora e si rinfresca al crepuscolo) mettendo in pericolo i pascoli, i pastori e i viandanti.
Tutto è perduto per il satiro, la brama della mancata possessione lo conduce alla follia e al crimine nei confronti degli uomini e di tutte le creature.
Ragionando sull’insegnamento delle conseguenze scaturite dalla pazzia d’amore, illustratoci dall’umanista quattrocentesco (Giovanni Pontano), possiamo rivedere questo tema in chiave moderna, adeguandolo alla realtà che quotidianamente bombarda la nostra quiete domestica. Mi riferisco alle notizie legate agli omicidi, agli abusi e alle violenze sulle donne che ogni giorno si rinnovano e si colorano di oscure macchie di depravazione. La cronaca narra, dunque, di satiri insaziabili e di vergini ninfe indifese, ignorando che quanto è stato ritorna in forme diverse plasmate sui mutamenti del tempo.

Il mito di capripede e ripenia leggi

TATTA SINNICO

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tatta Sindaco " Ppi mancanza r' uommini buoni hano fatto tatta sinnico..." Per mancanza di uomini capaci hanno fatto sindaco mio padre

Dopo Pasqua

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Dice la saggezza popolare:

”vruecculi zueccoli e priricatur roppe Pasca non servono cchiu!″

dpPasqua

Quist passt u cummende

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Cari lettori,
la Pasqua è alle porte, per tale motivo anche io voglio augurarvi di trascorrere le festività con gioia ed allegria e per farlo ho deciso di dedicarvi una filastrocca (qui di seguito illustrata) che un nome vero e proprio non ha, ma possiamo intuitivamente intitolarla “ Quist passt u cummende”.

Buona Pasqua, Pro Loco Sanchirichese!

Leggi la filastrocca

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