Giuseppe De Nile

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Giuseppe De Nile,figlio di Arcangelo e di Sinforosa D’Orno, nacque a S. Chirico Raparo il 20 Marzo 1923. Giuseppe De Nile era un militare, dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943, in una situazione di grande incertezza, determinata dalla sostanziale disgregazione dell’Esercito Italiano, sia per  motivi ideali che per necessità, decise di aderire al movimento partigiano che operava nella parte orientale del Veneto, dove appunto si trovava.

Il dott. Gaetano De Nile e la profssa Maria Borneo, sua moglie, nel bellissimo testo intitolato “S. CHIRICO RAPARO PAESE DELL’ANIMA”, lo descrivono come un “Partigiano combattente nel Battaglione “Longo”, Brigata “Anthos” della Divisione “Ippolito Nievo B”, dall’ 1/1/1944”. Nel corso del rastrellamento avvenuto Il 26 Novembre 1944 nella zona di Blessaglia, frazione del comune di Pramaggiore, in provincia di Venezia, Giuseppe De Nile venne catturato dalle forze nazifasciste insieme ad altri quattro partigiani gli italiani Giodo Bortolazzi, Flavio Stefani, Casimiro Zanin, di S. Donà di Piave, ed il rus Michail Zinovski, meglio conosciuto come “Marcello”. L’altro loro compagno italiano, il sardo Bachisio Pau, chiamato “Valerio”, tentò di difendersi, ma cadde sotto i colpi dei mitra tedeschi.

Intanto oltre duecento civili furono rastrellati e trattenuti con la forza nelle aule delle scuole elementari. Dopo essere stati interrogati e torturati, i cinque partigiani affrontarono il loro triste destino alla presenza della popolazione impietrita, costretta ad assistere alla macabra esecuzione sotto la minaccia delle armi. Un sacerdote, don Luigi Peressutti, si fece avanti coraggiosamente e supplicò che i poveri  partigiani fossero affidati a lui, ricevendo però un netto rifiuto. Chiese di poter avvicinarsi per portare loro i conforti religiosi, ma anche questo gesto pietoso venne negato con inaudita crudeltà dal comandante nazista. Allora don Luigi invitò la popolazione a chiudere gli occhi e a pregare.
 
Per il solo fatto di essere partigiani, senza aver commesso alcun crimine, i cinque sfortunatissimi giovani furono — purtroppo ! — impiccati a Blessaglia, lungo la via Postumia. Il generoso don Luigi li benedisse da lontano. Erano all’incirca le ore 16.00 del 27Novembre 1944. “GiodoBortolazzi, Casimiro Zanin, Flavio Stefani, Giuseppe De Nile,Bachisio Pau, il russo “Marcello” - scrive Aldo Mori - sono nomi che rimarranno per sempre scolpiti a caratteri indelebili nella memoria di tutti i democratici”.A mio avviso, possono essere considerati dei veri eroi della Resistenza, sviluppatasi soprattutto negli ultimi due anni di quell’mmane tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale.
Il povero Giuseppe De Nile aveva solo ventun’anni ! Si concluse quindi in modo tragico la sua esperienza di partigiano.

Pinuccio Aloisio

Altri riferimenti bibliografici

  • AA.VV., Pramaggiore nella resistenza, Edizioni Comune di Pramaggiore.
  • Aldo Mori, La Resistenza nel mondo contadino, Istituto veneziano per storia della Resistenza e della società contemporanea.

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